Rispettare la biodiversità

Riscoprire la natura con lo smartphone: come “Nature Code” trasforma il sapere in esperienza

Che fiore è quello? E chi ne sa di più tra genitori e bambini? “Nature Code” punta sulla curiosità anziché sull’insegnamento ed esorta chi va a passeggio a mettersi alla prova su tre livelli di difficoltà. In qualità di partner della prima ora, Lidl Svizzera ha reso possibile la realizzazione della nuova piattaforma. Nell’intervista, il responsabile di progetto Markus Schaub svela perché lo smartphone migliora il modo in cui guardiamo la natura invece di distogliere l’attenzione da essa.

Nature Code Infotafel Botanischer Garten

Com’è nata l’idea di Nature Code e cosa mancava nei sentieri didattici sinora disponibili?

Nella maggior parte dei casi, i classici sentieri didattici funzionano tutti allo stesso modo: ci si sposta da un pannello all’altro e si leggono delle informazioni. Si tratta di un’attività senz’altro utile, ma spesso poco entusiasmante.

Quello che mi interessava, era capire come poter sfruttare il mondo digitale per percepire il mondo reale con maggiore consapevolezza. Con Nature Code volevamo pertanto trasmettere molto più di semplici conoscenze. Volevamo spingere le persone a scoprire, riflettere e partecipare. In questo modo lo smartphone diventa uno strumento che amplia lo sguardo sulla natura e non un elemento fine a sé stesso.


Come fate in modo che i contenuti all’aperto risultino davvero divertenti e non sortiscano l’effetto di una lezione in aula?

Stimolando la curiosità e non limitandoci a interrogare sulle nozioni scolastiche. Presso ogni tappa si trovano tante cose sorprendenti da scoprire e quesiti che stimolano a riflettere, indizi da collegare o anche indovinelli.

Ci si può mettere alla prova, si possono raccogliere punti e alla fine è possibile vedere i risultati ottenuti. Questo approccio ludico rende la sfida divertente e, al contempo, aiuta a imprimere nella mente quanto imparato, poiché lo si è scoperto in prima persona. 


Come gestite le differenze d’età? Come riuscite a coinvolgere allo stesso modo bambini e persone esperte e con la passione per la natura? 

Tutti si misurano con lo stesso tema, ma a livelli differenti. A questo scopo esistono tre gradi di difficoltà: uno per bambini e famiglie, uno per chi è appassionato di natura e uno per chi è esperto in materia. Quest’ultimo livello richiede tuttavia un certo grado di conoscenze pregresse.

In questo modo le famiglie possono passeggiare insieme, ma ognuno ha comunque la propria sfida da affrontare. Trovo particolarmente bello vedere i bambini scoprire qualcosa che i loro genitori non sanno.


Avete appena realizzato il primissimo sentiero didattico: dove si trova e cosa si devono aspettare i visitatori?

Il nostro primo trail si snoda all’interno dell’Orto botanico dell’Università di Zurigo. Le protagoniste di tutte e sei le tappe sono le piante medicinali della Svizzera, con informazioni sui loro principi attivi, il loro impiego e i legami straordinari che le riguardano.

Il giro dura circa 40-60 minuti, è gratuito e funziona direttamente sullo smartphone, senza app o login. E il bello è che le piante sono proprio lì. Si possono osservare, confrontare e al contempo si può scoprire qualcosa di più su di esse. Come se non bastasse, l’Orto botanico è una cornice fantastica in cui trascorrere del tempo con un’infinita varietà di piante.

Markus Schaub Nature Code


Per la realizzazione di un tale progetto servono partner forti come Lidl Svizzera. Com’è nata questa collaborazione e quali sono i prossimi passi? 

Una cosa è avere una buona idea, un’altra è metterla in pratica con competenza. In Lidl Svizzera abbiamo trovato un partner iniziale incuriosito dalla nostra idea e che ha reso in buona parte possibile il suo sviluppo.

Ora la piattaforma è pronta e il primo trail è stato inaugurato a fine settembre. E stiamo già predisponendo altre stazioni. L’obiettivo è rendere Nature Code accessibile in quanti più luoghi possibili in Svizzera, grazie alla collaborazione di Comuni, parchi naturali e altri partner.


Di qui a tre anni, che aspetto avrà il sentiero didattico ideale di Nature Code e cosa vi augurate che le persone portino con sé dopo una passeggiata?

Mi piacerebbe che in futuro Nature Code fosse disponibile in tanti luoghi molto diversi tra loro: nel parco cittadino, sulla sponda del fiume, nel bosco o in centro città. Ovunque c’è qualcosa da scoprire e spesso, presi dal tran tran quotidiano, non ci facciamo caso.

Non si tratta di fare in modo che le persone trascorrano ancora più tempo davanti allo schermo, anzi. Si tratta di sfruttare il mondo digitale per guardare il mondo reale con occhi diversi.

Se dopo un’ora una persona dice: “Questo proprio non lo sapevo!” e alla prossima passeggiata inizia a notare cose a cui prima non aveva fatto caso, potremo dire di aver raggiunto il nostro scopo.

Nature Code Botanischer Garten: 2 Männer scannen Code
Nature Code Botanischer Garten Station 4
Nature Code Botanischer Garten Station 2