15 anni di Fairtrade & Lidl Svizzera: «L’equità non è una tendenza, ma un atteggiamento»

Lidl Svizzera festeggia nel 2026 un anniversario speciale: da 15 anni, Fairtrade Max Havelaar è un importante partner strategico – e l’etichetta Fairtrade è diventata parte integrante dell’assortimento di Lidl. Abbiamo chiesto a Nadja Hauser, responsabile CSR di Lidl Svizzera: quanto c’è di “buono” nel carrello della spesa Lidl?

Pubblicato il 31 mar 2026

Nadja, 15 anni di collaborazione con Fairtrade: è un periodo lungo. Cosa è cambiato in questo arco di tempo?

Soprattutto la certezza. Ciò che è iniziato nel 2011 con una manciata di prodotti come il caffè e lo zucchero è ora parte integrante del nostro assortimento. Attualmente disponiamo di circa 250 prodotti Fairtrade durante tutto l’anno. Un traguardo significativo è il fatto che oggi il cacao in tutte le nostre tavolette di cioccolata di marca propria sono certificate Fairtrade al 100%. Gli sviluppi lo dimostrano: Fairtrade non è più un prodotto di nicchia.


Perché Lidl attribuisce tanta importanza a questa certificazione? Si tratta solo di avere un’etichetta sulla confezione? 

Per niente. La parola dice tutto: un prodotto alimentare è un prodotto che serve ad alimentarsi. Tutti abbiamo bisogno di cibo per sopravvivere, ma spesso dimentichiamo cosa c’è dietro: terreni da coltivare, lavoro duro, filiere complesse e un ambiente naturale sempre più squilibrato. In ogni prodotto presente sui nostri scaffali si nasconde la vita di molte persone. Il nostro obiettivo è quello di migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle persone nelle nostre catene del valore. Siamo impegnati nel nostro dovere di diligenza per i diritti umani e guardiamo con attenzione a dove tutto ha inizio.


Ma Lidl non può controllare da sola questa responsabilità? 

Non possiamo essere presenti in ogni singola piantagione di cacao o di banane del Sud del mondo. Per questo abbiamo bisogno di partner forti come Max Havelaar. L’etichetta sulla confezione dà alla nostra clientela la certezza di scegliere un prodotto equo. Garantisce prezzi minimi e un premio Fairtrade supplementare; le stesse famiglie contadine decidono come utilizzarlo, ad esempio per pozzi d’acqua potabile, scuole o cure mediche.


Lidl fa spesso un passo in più rispetto allo standard. Un esempio è il progetto Living Wage per le banane. Che importanza ricopre?

Le banane sono il prodotto Fairtrade più venduto in Svizzera, ma i salari nei Paesi in cui vengono coltivate sono spesso ancora troppo bassi. Con il progetto Living Wage, colmiamo il divario salariale per tutte le banane etichettate Fairtrade, Bio o Rainforest Alliance nelle nostre filiali. Paghiamo un premio supplementare, che arriva direttamente alle lavoratrici e ai lavoratori delle piantagioni, per esempio in Colombia o in Ecuador. L’obiettivo è un salario di sussistenza che non solo garantisca la sopravvivenza, ma che permetta anche l’istruzione e l’assistenza sanitaria. È un progetto complesso, ma dimostra che siamo disposti ad andare oltre lo standard.


Uno sguardo al futuro: quale sarà la posizione di Lidl Svizzera in termini di equità nei prossimi 15 anni?

Vogliamo rafforzare ulteriormente l’offerta e la domanda di prodotti Fairtrade. Onestamente, nessuno ha il tempo di studiare le singole filiere mentre fa la spesa. Per questo la nostra promessa: chi fa la spesa da Lidl sceglie la qualità e la responsabilità sociale. Ci auguriamo che anche i prossimi 15 anni siano all’insegna dell’equità!